sabato 24 luglio 2010

giovedì 22 luglio 2010

21. Rimescolare elettrico

Le città sono come dei trasformatori elettrici: esse aumentano le tensioni, precipitano gli scambi, rimescolano all'infinito la vita degli uomini. Sono nate dalla più antica, dalla più rivoluzionaria divisione del lavoro: campi da un lato, attività cosiddette urbane dall'altro.

F. Braudel, Capitalismo e civiltà materiale

mercoledì 21 luglio 2010

venerdì 28 maggio 2010

19. Ricomposizione e appaesamento

La parola città ha resistito all'uso fascinatorio e fantasmagorico della parola metropoli, poichè questa ha di continuo segnato la nostalgia della propria origine, appunto la città, e la paura di averla distrutta e corotta per sempre. Se la metropoli si è fatta metafora delle catastrofi innestate dal processo di modernizzazione, la città ha continuato ad essere la metafora di ogni tentativo di ricomposizione politica. La metropoli non resiste ai mutamenti ed anzi li sollecita, se ne nutre; la città è chiamata a moderarli. L'una manifesta la dissipazione e il disordine, l'altra richiama alle regole e alla giustificazione del loro significato. L'una promette appaesamento, l'altra produce spaesamento. Messe a confronto, l'una repelle l'altra.

A. Bonomi, A. Abruzzese, La città infinita.

martedì 25 maggio 2010

domenica 23 maggio 2010

17. Grotta, bosco, uragano

Io non ho paura della città
ma so che può trasfomarsi
in grotta, e bosco oscuro
e so che può inseguirmi
rapida come un uragano.

Stefano Benni, Blues in sedici. Ballata della città dolente

sabato 22 maggio 2010