martedì 5 aprile 2011

43. Camminavo con la natura

Felice in ciò, che camminavo con la natura, senza avere pratica troppo presto delle deformità della vita affollata.
William Wordsworth

sabato 26 marzo 2011

lunedì 14 febbraio 2011

41. Tensione e vigilanza

Camminare in città è un’esperienza di tensione e vigilanza. La vicinanza delle auto è un pericolo costante, anche se il loro comportamento dovrebbe essere regolato dal codice della strada. Bisogna evitare la distrazione, che porta ad attraversare la strada senza guardare o fare spostamenti improvvisi sulla carreggiata. D'altronde alcune città ignorano i marciapiedi, e impongono di camminare sulla strada vicino alle auto. In Francia il marciapiede ha perso quasi ovunque la sua funzione di proteggere i pedoni, di fornire loro un luogo al riparo dal flusso delle auto. La sua superficie è diminuita nettamente nel corso del tempo, ha cessato di essere una zona neutra tra la casa e la strada, continuamente eroso da questa. Un tempo correva incontrastato lungo case e vetrine. (…) Non si può come un tempo sistemare una sedia sul marciapiede e guardare il flusso dei passanti. Lo spazio non basta. Qualche volta le panchine danno direttamente sul traffico, e non invitano ad accomodarvisi se non quando si è morti di stanchezza. Una città così manca di corpo, o piuttosto fa del corpo uno strumento ingombrante, faticoso, di cui si farebbe volentieri a meno.

David Le Breton, Il mondo a piedi. Elogio della marcia

venerdì 31 dicembre 2010

giovedì 30 dicembre 2010