Gli annunci delle agenzie immobiliari fiorentine sono pieni di offerte di mono e bilocali forniti di un "ingresso indipendente". Dietro a questa "rivendicazione di autonomia domiciliare" quasi sempre si nascondono fondi commerciali trasformati in abitazioni. Questo piccolo blog da flâneur racconta per immagini una lunga passeggiata attraverso Firenze e i suoi discutibili cambiamenti. Ad altezza di marciapiede.
sabato 26 marzo 2011
lunedì 14 febbraio 2011
41. Tensione e vigilanza
Camminare in città è un’esperienza di tensione e vigilanza. La vicinanza delle auto è un pericolo costante, anche se il loro comportamento dovrebbe essere regolato dal codice della strada. Bisogna evitare la distrazione, che porta ad attraversare la strada senza guardare o fare spostamenti improvvisi sulla carreggiata. D'altronde alcune città ignorano i marciapiedi, e impongono di camminare sulla strada vicino alle auto. In Francia il marciapiede ha perso quasi ovunque la sua funzione di proteggere i pedoni, di fornire loro un luogo al riparo dal flusso delle auto. La sua superficie è diminuita nettamente nel corso del tempo, ha cessato di essere una zona neutra tra la casa e la strada, continuamente eroso da questa. Un tempo correva incontrastato lungo case e vetrine. (…) Non si può come un tempo sistemare una sedia sul marciapiede e guardare il flusso dei passanti. Lo spazio non basta. Qualche volta le panchine danno direttamente sul traffico, e non invitano ad accomodarvisi se non quando si è morti di stanchezza. Una città così manca di corpo, o piuttosto fa del corpo uno strumento ingombrante, faticoso, di cui si farebbe volentieri a meno.
David Le Breton, Il mondo a piedi. Elogio della marcia
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sabato 12 febbraio 2011
sabato 8 gennaio 2011
venerdì 31 dicembre 2010
giovedì 30 dicembre 2010
sabato 4 dicembre 2010
36. In principio i nomadi...
In principio i nomadi devono aver provato una gran noia, e allora si sono detti: costruiamo qua e là, un po' dovunque, orribili città, fatte di pietra, affinché la nostra stanchezza verso questa vita abiti piazze e strade, palazzi e appartamenti. Perché siamo vuoti, e lo siamo tutti.
L'angelo Otto Sander in Così lontano, così vicino! W. Wenders - 1993
L'angelo Otto Sander in Così lontano, così vicino! W. Wenders - 1993
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